Catania 21/01/2013
Il Direttivo provinciale di Catania della UIL RUA, riunitosi in data 17.01.2013, ha approvato una mozione con la quale, in vista dell’imminente consultazione elettorale per l’elezione del Rettore, sono stati individuati alcuni principi, obiettivi e priorità, ritenuti imprescindibilmente indispensabili per una proposta di governo dell’Ateneo. Il gradimento ed il relativo consenso non può che derivare da un chiaro pronunciamento dei candidati rettore.
L’identità dell’Università ed il suo ruolo nel territorio
Prima di stabilire “dove si va”, dobbiamo sapere esattamente “chi siamo”. In proposito riteniamo che debba essere riaffermato, senza puntualizzazioni che ne sviliscano il significato, il carattere STATALE dell’Ateneo. Dovrà, poi, essere riaffermato il metodo democratico come metodo di governo e come linea di formazione legittima delle decisioni, ricordando che democrazia è anche libertà di espressione (senza tema di un esercizio ritorsivo del potere disciplinare e di gestione del personale) e spazi (che, naturalmente, non possono essere a pagamento).
L’Università deve rivestire un ruolo sempre più importante attraverso il trasferimento dei saperi universitari anche al servizio delle attività delle imprese, delle pubbliche amministrazioni e delle entità del terzo settore, a sostegno dello sviluppo del nostro territorio, dell’accrescimento del benessere della comunità e della creazione di nuove occasioni di impresa e di lavoro.
Le politiche del personale
Un Ateneo che voglia competere sul piano dell’eccellenza ha bisogno dell’apporto del personale tecnico-amministrativo, al quale deve essere riconosciuta pari dignità con la componente docente. Per realizzare concreti progetti di avanzamento dell’Ateneo, occorre altresì, da una parte, valorizzare le competenze esistenti, dall’altra, offrire opportunità di crescita a chiunque voglia acquisire un più marcato profilo di professionalità e responsabilità.
Si dovrà ridisegnare il fabbisogno del personale nelle sue varie categorie, a partire dalla dirigenza, e, nel rispetto delle previsioni contrattuali, si dovranno individuare ruoli e mansioni.
Il ricorso a forme di lavoro cosiddette “flessibili” o “esterne” andrà contenuto entro i limiti previsti dalla legge e dai contratti collettivi e, comunque, dopo aver escluso la presenza delle necessarie professionalità “interne”.
L’esigenza di rispondere alle aspettative maturate, in taluni casi, da molti anni impone di perseguire la stabilizzazione di tutti i lavoratori cosiddetti PUC e TD, (per TD intendiamo anche coloro che, possedendone i requisiti, sono stati esclusi dai precedenti processi di stabilizzazione), affermando al contempo l’esigenza di una definitiva chiusura verso forme di reclutamento del personale di tipo clientelare e non rispettose delle pari opportunità di tutti nell’accesso all’impiego nell’Ateneo.
Eventuali esternalizzazioni di servizi dovranno avere adeguata motivazione e, comunque, dovrà sempre esserne verificata ex ante l’effettiva economicità. Dovrà, altresì, essere disposta una ricognizione di quelle già effettuate, al fine di verificarne la rispondenza ai citati parametri.
La riforma dello Statuto
La composizione necessariamente ristretta (nelle more dell’auspicata modifica dalla legge 240/2010) del consiglio di amministrazione, non può, comunque, non prevedere una importante rappresentanza del personale tecnico - amministrativo. Infatti, proprio la necessità dianzi ricordata, di riconoscere pari dignità fra le componenti della comunità universitaria, fa ritenere il riconoscimento di tale rappresentanza come una vera e propria pregiudiziale.
La rappresentanza del personale tecnico-amministrativo dovrà, altresì, prevedersi in seno ai consigli di dipartimento ed in tutte le eventuali strutture decentrate, prevedendosi l’elettorato attivo e passivo del personale stesso.
Le relazioni sindacali. I diritti e le prerogative sindacali
Occorre che vengano rifondate le relazioni con le organizzazioni sindacali di categoria attraverso il riconoscimento dei diritti e delle prerogative sindacali, partendo dagli spazi fisici (sedi sindacali) e dall’informazione, nella duplice direzione di flusso da Amministrazione ad OO.SS. e da OO.SS. ai lavoratori (necessari, in tale ottica, la strutturazione di bacheche sindacali on line e l’accesso all’utilizzo delle mailing list d’Ateneo per la diffusione delle informazioni sindacali).
La contrattazione integrativa
Come previsto dalla legge e dal contratto collettivo, occorre che si svolga la contrattazione integrativa, centrale nella definizione dei criteri finalizzati all’attribuzione del trattamento economico accessorio ed all’attuazione delle progressioni, nonché a sostenere le iniziative volte a migliorare la produttività, l’efficienza e l’efficacia dei servizi.
Detta contrattazione dovrà essere improntata ai canoni dell’equità, della legittimità e della trasparenza (a tale ultimo proposito si ritiene inaccettabile avanzare pretese esigenze di privacy per giustificare la mancata informazione sull’utilizzo delle risorse). Anche nella contrattazione integrativa dovrà valere il broccardo “pacta sunt servanda”, per cui mai più dovrà accadere che siano disattese intese raggiunte ed impegni assunti.
L’organizzazione del lavoro
Ancorché l’organizzazione del lavoro sia rimessa dalla legge alla responsabilità ed alle scelte di parte datoriale, la sfida dell’eccellenza e la complessità della realtà universitaria suggeriscono di non prescindere dalla consultazione delle OO.SS. che, per la prossimità ai lavoratori, sono interpreti qualificate del loro prezioso patrimonio di conoscenze e di esperienze.
Il modello organizzativo dei c.d. PAC, nel prevedere un’articolazione interna in cinque servizi ha, però, per una sorta di ossimoro organizzativo, fatto afferire gli stessi alle Aree dell’Amministrazione centrale. La scelta di tale afferenza ha escluso l’individuazione di una figura di coordinatore di polo.
Il non aver eretto le basi del coordinamento ha consegnato i PAC alla confusione, alla inefficienza ed alla irresponsabilità.
Per scongiurare tale deriva occorre, pertanto, intervenire ridisegnando radicalmente l’intero modello organizzativo; ciò comporterà, fra l’altro, un migliore utilizzo del personale T.A. in relazione alle effettive professionalità acquisite nel tempo e non sulla base di esigenze squisitamente clientelari.
Il Policlinico dell’Università
Ci si perdoni, innanzitutto, se ci ostiniamo a chiamarlo così. E, proprio perché lo chiamiamo così, sul Policlinico auspichiamo una totale inversione di rotta.
Occorre, da una parte, disporre l'immediato reintegro nei ruoli dell'Università dei lavoratori illegittimamente trasferiti all'A.O.U.
Dall’altra, dovendo riaffermare l’inscindibilità dell’attività di didattica e ricerca con l’attività assistenziale, dovrà essere sancita l’appartenenza dell’Azienda al comparto dell’Università per ogni categoria del personale sia esso medico che socio assistenziale e amministrativo. L’aver voluto trasferire il personale dell’ex Vittorio Emanuele non può modificarne la natura giuridico-funzionale prevista dall’art. 2,c2 lettera a) del D.L. 517/99.
CUG
Va immediatamente istituito il Comitato Unico di Garanzia per le pari opportunità, la valorizzazione del benessere di chi lavora e contro le discriminazioni, così come previsto dalle vigenti normative.
Firmato: La Segreteria UIL RUA dell'Università di Catania"
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