width=

INFORMAZIONE SINDACALE DEL 20 MAGGIO 2013

Si riporta il testo integrale del comunicato stampa del Segretario Regionale della UIL RUA, Antonino Gatto, sui problemi dell'Azienda Policlinico di Catania.

"DOPO L’ERA DELLA SVENDITA MESSA IN ESSERE DALL’EX RETTORE RECCA  SI ACUISCE LO SCONTRO FRA UNIVERSITARI E DIPENDENTI DELL’EX AZIENDA OSPEDALE VITTORIO EMANUELE.

LA UIL RUA AVEVA PREVISTO TUTTO E (RI)LANCIA LA SUA PROPOSTA.

Quando vi sono di mezzo i diritti e la serenità dei lavoratori, ma soprattutto la salute della popolazione, non vorremmo mai dire “lo avevamo detto”. Tuttavia, al fine di valutare le azioni e le reazioni dei soggetti interessati, non bisogna dimenticare il recente passato relativo al folle accorpamento dell’Azienda Ospedaliero Universitaria  Policlinico ( ex a gestione diretta) con l’Azienda Ospedaliero Universitaria mista  Vittorio Emanuele.

Era l’ottobre del 2007 quando abbiamo lanciato il primo allarme alle prime voci che ventilavano l’accorpamento delle due Aziende. Dicemmo subito che si trattava di una follia poiché costringeva ad una convivenza forzata  due strutture che avevano compiti e obbiettivi istituzionali profondamente diversi. Siamo rimasti assolutamente inascoltati.

Ancora nel settembre del 2008, allorché la regione previde l’accorpamento dei tre Policlinici siciliani con altrettante Aziende Ospedaliere, a Catania, ad eccezione della UIL RUA, non si sollevò nessuna voce contro, anzi, tutti, compresa buona parte dell’Accademia e degli operatori della Sanità ne “condivisero” l’operazione. La verità è che ognuno pensava di controllare l’altro traendone benefici in termini di “governo e clientela”. Già il Governatore insediava i propri uomini mentre il Rettore pensava alla svendita, persino, del personale.

Nel febbraio del 2009 denunciammo il “colpevole silenzio” dei Rettori siciliani nei confronti della questione policlinici. Reazioni zero.

Ma mentre a Palermo e Messina le Università riuscivano ad evitare la fusione con le altre Aziende, a Catania si consumava il vergognoso inciucio che noi definimmo “incesto amministrativo”.

Ci siamo trascinati fino ad oggi con reciproche accuse e stravaganti operazioni di bilancio mentre la qualità delle prestazioni si abbassava vistosamente in entrambi i fronti. – La colpa ?: è sempre dell’altro - .

E ora che l’Università, per voce del nuovo Rettore Pignataro, cerca di riconquistare la dignità perduta ecco sollevarsi gli interessi più insani; primariati quanti a te quanti a me, assunzioni chi e dove, e così via. Intanto ricordiamo e rileviamo che circa 300 lavoratori svenduti alla sanità aspettano ancora di essere riportati nei ruoli dell’Università.

Adesso non possiamo non condividere la risposta del Rettore alle tardive prese di posizione del CIMO-Asmd. Certamente il Rettore Pignataro ha il dovere di difendere le prerogative istituzionali dell’Università anche se in alcune realtà l’impresa non è semplice.

Per quanto ci riguarda noi della UIL RUA ribadiamo, ancora una volta, che il ruolo di formazione, ricerca e assistenza demandata all’Università non è compatibile con gli obbiettivi esclusivi di assistenza che competono alle Aziende Ospedaliere e perciò alla Regione.

Abbiamo cercato di spiegarlo all’Assessore Borsellino ma ancora non si è degnata di ricevere le OO.SS. dell’Università, nonostante le ripetute richieste d’incontro.

Allora la questione è molto semplice: il Policlinico Universitario di Catania, così come quelli di Palermo e Messina, deve svolgere il ruolo assegnatogli dalla legge 517/99, ancora in vigore, e l’ex Vittorio Emanuele, anche per la sua antica storia in seno alla città, deve fare buona assistenza e trasferire le proprie divisioni nel costruendo nuovo San Marco di Librino. Ognuno, se capace, faccia quello che sa fare meglio, e ogni forma di eccellenza, da qualunque parte viene, sarà certamente bene accetta dalla popolazione catanese.

Poi, se si crea un’auspicata sinergia con le forze politiche e di governo della Città, negli spazi dell’ex OVE potrà nascere quel grande campus universitario, di cui tanto si parla, integrato con un poliambulatorio capace di soddisfare i bisogni sanitari della Città.

Non c’è più tempo per le liti. E’ cambiato il governo della Regione, è cambiata la guida dell’Università, sta cambiando il governo di Catania e perciò ci sentiamo di lanciare un forte appello, prima alle altre Organizzazioni Sindacali di categoria e confederali e poi a tutte le forze di governo: uniamoci tutti per dividere le due ex Aziende e ad ognuno si dia la possibilità di dimostrare le proprie capacità professionali.

E la neo Scuola di Medicina non abbia più alibi per tornare a raggiungere quei livelli che la storia dell’Università catanese merita.

Noi per primi ci impegniamo a trovare, unitamente alla UIL FPL e alla Confederazione Regionale UIL, ogni forma d’intervento per raggiungere questo obbiettivo.

Se questa nostra proposta non sarà raccolta vorrà dire che continueremo a essere una voce solitaria in un mondo nel quale assumono priorità interessi inconfessabili a danno dei poveri malati.

 Catania 19/05/2013"

=====================================================================

 

Informazione Sindacale del 20 febbraio 2013

RETTORE - Finalmente si vota - APPELLO AL VOTO

Abbiamo rispettato un doveroso silenzio, convinti come siamo della piena autonomia del sindacato, nonostante alcune recentissime prese di posizione ci indurrebbero a fare una approfondita analisi su  persone, fatti e azioni che hanno contraddistinto la (fortunatamente) passata amministrazione.

Ci violentiamo anche in questa occasione evitando ogni commento nella certezza/speranza che il prossimo Rettore impedisca la corsa alla (ri)conquista  di posizioni influenti tendenti ad avallare quelle azioni che sono state oramai  condannate dalla storia recente.

Per questa ragione invitiamo tutti gli iscritti, i dirigenti e i simpatizzanti della UIL RUA di Catania a partecipare attivamente alle operazioni di voto in piena libertà individuale, evitando di prestare il fianco ai non pochi tentativi di speculazione che hanno solo lo scopo, magari spostando qualche decimo di voto, di sminuire il ruolo e il valore del Sindacato.

Ogni iniziativa di singoli soggetti è da considerare, pertanto, iniziativa personale e non attribuibile a posizioni della nostra Organizzazione Sindacale.

Riteniamo, sulla base di quanto al momento delineatosi, che entrambi i “papabili” hanno capacità, valori e professionalità per garantire un cambiamento di rotta assolutamente indispensabile per la nostra Università.

Formuliamo, pertanto, un sereno prosieguo delle operazioni di voto riservandoci di intervenire sulla base delle posizioni che dovessero emergere nella malaugurata ipotesi  che il Rettore non venisse eletto alla prima votazione.

Concludiamo ricordando a tutti gli iscritti e ai simpatizzanti della UIL RUA che il valore del voto vale tanto più quanto è libero da qualunque forma di pressione e/o condizionamento. 

Il Segretario Generale - A. Gatto

========================================================================

 

INFORMAZIONE SINDACALE del 21 gennaio 2013

UNIVERSITA' DI CATANIA - VERSO LA ELEZIONE DEL RETTORE - COSA CHIEDE LA UIL RUA.

Si riporta la nota approvata dalla Direzione della UIL RUA dell'Università di Catania con l'obbiettivo di far conoscere, soprattutto ai Candidati Rettore, alcuni punti ritenuti indispensabili per poter ricostruire regolari relazioni sindacali e riportare la serenità all'interno del nostro Ateneo. (si allega la versione stampabile in pdf.)


"A tutti i Candidati Rettore - A tutto il personale Docente e Tecnico-Amministrativo dell'Università di Catania

Catania 21/01/2013

Il Direttivo provinciale di Catania della UIL RUA, riunitosi in data 17.01.2013, ha approvato una mozione con la quale, in vista dell’imminente consultazione elettorale per l’elezione del Rettore,  sono stati individuati alcuni principi, obiettivi e priorità, ritenuti imprescindibilmente indispensabili per una proposta di governo dell’Ateneo. Il gradimento ed il relativo consenso non può che derivare  da un chiaro pronunciamento dei candidati rettore.

L’identità dell’Università ed il suo ruolo nel territorio

Prima di stabilire “dove si va”, dobbiamo sapere esattamente “chi siamo”. In proposito riteniamo che debba essere riaffermato, senza puntualizzazioni che ne sviliscano il significato, il carattere STATALE dell’Ateneo. Dovrà, poi, essere riaffermato il metodo democratico come metodo di governo e come linea di formazione legittima delle decisioni, ricordando che democrazia è anche libertà di espressione (senza tema di un esercizio ritorsivo del potere disciplinare e di gestione del personale) e spazi (che, naturalmente, non possono essere a pagamento).

L’Università deve rivestire un ruolo sempre più importante attraverso il trasferimento dei saperi universitari anche al servizio delle attività delle imprese, delle pubbliche amministrazioni e delle entità del terzo settore, a sostegno dello sviluppo del nostro territorio, dell’accrescimento del benessere della comunità e della creazione di nuove occasioni di impresa e di lavoro.

Le politiche del personale

Un Ateneo che voglia competere sul piano dell’eccellenza ha bisogno dell’apporto del personale tecnico-amministrativo, al quale deve essere riconosciuta pari dignità con la componente docente. Per realizzare concreti progetti di avanzamento dell’Ateneo, occorre altresì, da una parte, valorizzare le competenze esistenti, dall’altra, offrire opportunità di crescita a chiunque voglia acquisire un più marcato profilo di professionalità e responsabilità.

Si dovrà ridisegnare il fabbisogno del personale nelle sue varie categorie, a partire dalla dirigenza, e, nel rispetto delle previsioni contrattuali, si dovranno individuare ruoli e mansioni.

Il ricorso a forme di lavoro cosiddette “flessibili” o “esterne” andrà contenuto entro i limiti previsti dalla legge e dai contratti collettivi e, comunque, dopo aver escluso la presenza delle necessarie professionalità “interne”.

L’esigenza di rispondere alle aspettative maturate, in taluni casi, da molti anni impone di perseguire la stabilizzazione di tutti i lavoratori cosiddetti PUC e TD, (per TD intendiamo anche coloro che, possedendone i requisiti, sono stati esclusi dai precedenti processi di stabilizzazione), affermando al contempo l’esigenza di una definitiva chiusura verso forme di reclutamento del personale di tipo clientelare e non rispettose delle pari opportunità di tutti nell’accesso all’impiego nell’Ateneo.

Eventuali esternalizzazioni di servizi dovranno avere adeguata motivazione e, comunque, dovrà sempre esserne verificata ex ante l’effettiva economicità. Dovrà, altresì, essere disposta una ricognizione di quelle già effettuate, al fine di verificarne la rispondenza ai citati parametri.

La riforma dello Statuto

La composizione necessariamente ristretta (nelle more dell’auspicata modifica dalla legge 240/2010) del consiglio di amministrazione, non può, comunque, non prevedere una importante rappresentanza del personale tecnico - amministrativo. Infatti, proprio la necessità dianzi ricordata, di riconoscere pari dignità fra le componenti della comunità universitaria, fa ritenere il riconoscimento di tale rappresentanza come una vera e propria pregiudiziale.

La rappresentanza del personale tecnico-amministrativo dovrà, altresì, prevedersi in seno ai consigli di dipartimento ed in tutte le eventuali strutture decentrate, prevedendosi l’elettorato attivo e passivo del personale stesso.

Le relazioni sindacali. I diritti e le prerogative sindacali

Occorre che vengano rifondate le relazioni con le organizzazioni sindacali di categoria attraverso il riconoscimento dei diritti e delle prerogative sindacali, partendo dagli spazi fisici (sedi sindacali) e dall’informazione, nella duplice direzione di flusso da Amministrazione ad OO.SS. e da OO.SS. ai lavoratori (necessari, in tale ottica, la strutturazione di bacheche sindacali on line e l’accesso all’utilizzo delle mailing list d’Ateneo per la diffusione delle informazioni sindacali).

La contrattazione integrativa

Come previsto dalla legge e dal contratto collettivo, occorre che si svolga la contrattazione integrativa, centrale nella definizione dei criteri finalizzati all’attribuzione del trattamento economico accessorio ed all’attuazione delle progressioni, nonché a sostenere le iniziative volte a migliorare la produttività, l’efficienza e l’efficacia dei servizi.

Detta contrattazione dovrà essere improntata ai canoni dell’equità, della legittimità e della trasparenza (a tale ultimo proposito si ritiene inaccettabile avanzare pretese esigenze di privacy per giustificare la mancata informazione sull’utilizzo delle risorse). Anche nella contrattazione integrativa dovrà valere il broccardo “pacta sunt servanda”, per cui mai più dovrà accadere che siano disattese intese raggiunte ed impegni assunti.

L’organizzazione del lavoro

Ancorché l’organizzazione del lavoro sia rimessa dalla legge alla responsabilità ed alle scelte di parte datoriale, la sfida dell’eccellenza e la complessità della realtà universitaria suggeriscono di non prescindere dalla consultazione delle OO.SS. che, per la prossimità ai lavoratori, sono interpreti qualificate del loro prezioso patrimonio di conoscenze e di esperienze.

Il modello organizzativo dei c.d. PAC, nel prevedere un’articolazione interna in cinque servizi ha, però, per una sorta di ossimoro organizzativo, fatto afferire gli stessi alle Aree dell’Amministrazione centrale. La scelta di tale afferenza ha escluso l’individuazione di una figura di coordinatore di polo.

Il non aver eretto le basi del coordinamento ha consegnato i PAC alla confusione, alla inefficienza ed alla irresponsabilità.

Per scongiurare tale deriva occorre, pertanto, intervenire ridisegnando radicalmente l’intero modello organizzativo; ciò comporterà, fra l’altro, un migliore utilizzo del personale T.A. in relazione alle effettive professionalità acquisite nel tempo e non sulla base di esigenze squisitamente clientelari.

Il Policlinico dell’Università

Ci si perdoni, innanzitutto, se ci ostiniamo a chiamarlo così. E, proprio perché lo chiamiamo così, sul Policlinico auspichiamo una totale inversione di rotta.

Occorre, da una parte, disporre l'immediato reintegro nei ruoli dell'Università dei lavoratori illegittimamente trasferiti all'A.O.U.

Dall’altra, dovendo riaffermare l’inscindibilità dell’attività di didattica e ricerca con l’attività assistenziale, dovrà essere sancita l’appartenenza dell’Azienda al comparto dell’Università per ogni categoria del personale sia esso medico che socio assistenziale e amministrativo. L’aver voluto trasferire il personale dell’ex Vittorio Emanuele non può modificarne la natura giuridico-funzionale prevista dall’art. 2,c2 lettera a) del D.L. 517/99.

CUG

Va immediatamente istituito il Comitato Unico di Garanzia per le pari opportunità, la valorizzazione del benessere di chi lavora e contro le discriminazioni, così come previsto dalle vigenti normative.

Firmato: La Segreteria UIL RUA dell'Università di Catania"

====================================================================

 

Informazione Sindacale del 4/1/2013

UNIVERSITA' E POLICLINICO - A RISCHIO ANCHE LE ELEZIONI DEL RETTORE

Inizia l'anno 2013 con un'altro schiaffo all'Amministrazione della nostra Università.

Se non rischiasse di diventare una tragedia diremmo che continua la telenovela  del personale universitario venduto al Policlinico.

E' di questi giorni, infatti, la nota del Ministrero, a firma del Direttore Generale Daniele Livon, che chiede al Rettore  e al Direttore del Policlinico a  "...procedere con cortese sollecitudine al ripristino del corretto inquadramento del personale ..." . 

Viene spontaneo chiedersi quali siano le motivazioni che spingono l'Amministrazione universitaria a continuare questa ostinata "resistenza" anzichè ammetere con un pizzico di umiltà che si è sbagliato. Da qui la lettera delle Organizzazioni Sindacali di Categoria al Decano prof Mario Marino di evitare di mettere a rischio le elezioni del nuovo Rettore inserendo "d'autorità" questo personale negli elenchi degli aventi diritto al voto.

Appare evidente che le OO.SS. di categoria si aspettano anche una chiara presa di posizione dei Candidati rettore registrando nel contempo l'assurda posizione assunta dal Direttore Lucio Maggio nei confronti delle RSU elette all'Università ostinandosi a definirli appartenenti ad altra amministrazione. (vedi sua nota del 24/12/2012).

Aggiornamento del 11/01/2013

Il CdA decide di opporre incomprensibile resistenza sia alla decisione dell'Assessore Regionale alla Salute che al Ministero assumendo una delibera che avalla l'operato del Rettore e dei suoi "Ghedichiani" consulenti creando le basi per un colossale contenzioso dagli esiti assolutamente imprevedibili. L'unica speranza è che la giustizia individuerà le specifiche e personali responsabilità di questa terribile decisione. (leggi la delibera del CdA). 

E, mentre nella delibera si continua ad affermare l'appartenenza del personale al Comparto Università, il Direttore Generale del Policlinico evidentemente consigliato dagli stessi consulenti giuridici, emana una delibera di assegnazione del monte ore dei permessi sindacali alle sole OO.SS. della Sanità. Lampante esempio di coerenza e professionalità! (leggi la delibera di Giacalone)

Antonino Gatto

=========================================================================

 

 

 

Informazione Sindacale del 11/12/2012

POLICLINICO E PRECARIATO - LETTERA APERTA AL RETTORE RECCA

Magnifico Rettore,

la recente assemblea del personale dell’Università che presta servizio presso l’Azienda Policlinico, la cui sintesi finale viene riportata nel comunicato sindacale, mi dà  lo spunto per riaffermare la posizione della UIL RUA,  peraltro ampiamente nota in quanto più volte evidenziata in altri interventi (chi fosse interessato può consultare il nostro sito www.uilunict.it) e concretizzata nella presente lettera aperta.

Ho deciso di inviarle la presente nota anche in accoglimento della sua richiesta di attenuare le reazioni derivanti dalle divergenze di veduta che, tuttavia,  persistono sulle diverse tematiche relative a provvedimenti politico-amministrativi che la sua amministrazione ha messo in essere. Esprimere chiaramente le proprie posizioni consente un confronto, seppur divergente, certamente improntato sulla reciproca onestà intellettuale.

Converrà che ogni azione messa in essere dal sottoscritto e dalla mia Organizzazione Sindacale è sempre stata fatta alla luce del sole e con l’assunzione delle responsabilità derivanti dal ruolo rivestito.

Converrà, altresì, che le reazioni della mia Organizzazione Sindacale sono sempre state minimali rispetto alle questioni che avrebbero meritato un intervento sindacale più incisivo e determinato.

Per portare qualche esempio mi riferisco ai tanti provvedimenti relativi alla esternalizzazione di diversi servizi, ai mega  appalti per servizi manutentivi,  alle problematiche, recentemente assurte agli onori delle cronache, relative alle fondazioni che fanno riferimento all’Ateneo ed altro ancora. Nell’ambito dell’azione di esternalizzazione sono stati affidati anche i compiti che svolgevano i colleghi dell’ex Coem e Marketing Sud i quali non riescono a capire come mai il Rettore non trova una soluzione per dare corso agli impegni assunti dall’Università nei loro confronti.

Ma la questione più delicata resta, comunque, quella venutasi a creare con i lavoratori dell’Azienda Policlinico che Ella ha voluto ostinatamente “vendere” al Sistema Sanitario. Personalmente sono stato sempre convinto che l’operazione fosse il frutto di “consigli” dei suoi collaboratori e consulenti e non certamente frutto della sua precisa volontà. Ho tentato in tutti i modi di dirglielo ma, ahimè, invano.  Adesso la realtà sembra andare oltre i nostri più pessimistici timori. Infatti,  l’irremovibile rifiuto della Regione ad inserirli  nei ruoli della sanità e l’incombente rischio che il Ministero riassorba definitivamente i relativi punti organico, espone questi lavoratori al concreto rischio di ritrovarsi “figli di nessuno” e non dico altro per non sollevare allarmismi, spero, privi di fondamento.

Vi è, pertanto, la necessità di un deciso scatto di orgoglio e di ammettere che a volte si può sbagliare (riconoscere i propri errori vale molto di più che ostinarsi nel perseguire obbiettivi che, alla fine, danneggiano solo altri). Io credo che Ella debba urgentemente riportare nei ruoli dell’Università questi lavoratori  per almeno due validi motivi:

  1. evitare di perdere definitivamente i Punti Organico se non vengono riassegnati ai legittimi titolari entro la fine dell’anno;
  2. evitare il rischio di annullamento delle elezioni del prossimo Rettore a seguito del mancato inserimento di questi colleghi negli elenchi dell’elettorato attivo.

Ritengo che questi improrogabili provvedimenti serviranno veramente a riportare quella serenità che il personale della nostra Università merita.

Mi consenta soltanto una piccola bonaria nota polemica: né io né la mia O.S. cerchiamo consensi o medaglie, ci basta la stima che i colleghi ci dimostrano in ogni occasione e perciò, qualora decidesse di poter fare un passo indietro, può far conto che la richiesta venga da qualche altra Organizzazione sindacale. Cordialmente

Catania 11/12/2012

Il Segretario Generale - Antonino Gatto

=================================================