width=

Elezioni RSU 2015 - Consiglio Generale della UIL Sicilia 19 febbraio 2015

Il paese riparte non contro chi lavora ma con chi lavora, questo il messaggio lanciato dalla UIL nel suo Consiglio confederale Regionale tenuto ieri a Palermo.

Al Consiglio ha partecipato anche una nutrita delegazione dei candidati RSU della nostra Università di Catania nella lista UIL RUA.

Anche se la tutta funzione pubblica è sul piede di guerra per le troppe riforme mancate, il governo regionale non spende il 48,8% delle risorse europee e il presidente del consiglio ha il coraggio di affermare che vi sono Università di serie A e di serie B (nonostante la distribuzione iniqua delle risorse agli Atenei del nord rispetto a quelli del sud, come mostra Alberto Civica nel suo intervento producendo dati inequivocabili) la sfida che lanciamo è ripartire dalla Sicilia, anzi, più da sud da Lampedusa,  dove simbolicamente il segretario generale UIL ha proposto di commemorare il Primo Maggio unitario per rilanciare le politiche di cooperazione.

Alle riprovevoli dichiarazioni di Renzi  che attaccano il sistema universitario e che dimostrano una scarsa conoscenza dei dati reali, noi replichiamo che perdiamo 8000 iscrizioni l’anno mentre regaliamo ricercatori alla Germania. Il Max Planck institute, ad esempio, può vantare il 20% di ricercatori italiani.

Smantellare il sistema universitario pubblico non giova al paese e alla giustizia sociale. Negli ultimi anni nonostante non si siano rinnovati i contratti e si siano persi 300mila posti nel pubblico impiego, la spesa pubblica è aumentata, glistudenti hanno visto alzare le tasse,  il personale T.A. è stato penalizzato dal blocco della contrattazione e dal taglio dei diritti.

L’elezione delle RSU è un’occasione importante per riaffermare questi principi e per far si che l'Università sia pubblica e non sia riservata a pochi priviegiati.

Contrapponiamo alle tutele crescenti del Jobs Act che si sono rivelate inesistenti le lotte crescenti partendo col rinnovare  i contratti del pubblico impiego perché si possa ripartire coi contratti, perché si possa investire nella ricerca e perché si torni a ascoltare i lavoratori.

 Chiara Giovanna Scollo - Segreteria GAU UniCT

foto_11

 

foto_22

 

========================================================

 

RSU_2015_UILRUA_small

 

UNA BREVE PRESENTAZIONE DEI CANDIDATI PER LE RSU DELL'UNIVERSITA' DI CATANIA

 

Voglio ringraziarli tutti per lo spirito di servizio con cui si stanno sottoponendo al giudizio dei Colleghi nonostante i tentativi destabilizzanti, con scopi certamente poco nobili, recentemente registrati.
Sono certo che i tentativi di "disturbare" la UIL RUA di Catania  non offuscheranno la leadership che il nostro Sindacato detiene oramai da anni. I principi e i valori che la UIL RUA porta avanti sono noti a tutti e chi è per il rispetto delle regole e dei diritti sà chi scegliere.
Consentitemi il tono confidenziale nel dire: "grazie Ragazzi per ciò che state dando al nostro/vostro Sindacato; la UIL RUA serve all'Università e a tutti coloro che vi operano. Mantenetelo sempre così anche quando sembra che perdiamo tutte le battaglie abbiamo la certezza che siamo nel giusto." Nino Gatto

 

BELFIORE Gaetano   Laureato in Scienze Politiche, a 54 anni si può definire un superprecario. Appartenendo, infatti, alla categoria degli ex PUC aspetta ancora l'agognata stabilizzazione. Lavora presso l'URP ed è da tutti apprezzato per la sua disponibilità verso Studenti e Colleghi. RSU uscente.

CANTARELLA Francesca  Dirigente storica della UIL è responsabile del Comitato Pari Opportunità (CPO) della UIL RUA Sicilia e dirigente nazionale. Categoria EP è Vice direttore del CBD (Centro Interfacoltà Biblioteche e Documentazione).  RSU  uscente

COCO Rosanna Luciana  49 anni categoria D, responsabile AGAP PAC 4 in servizio presso il Dipartimento di Scienze Chimiche. Componente della Segreteria della UIL RUA. Membro del CPO della UIL RUA .

COPPOLA Giovanni Francesco detto Gianfranco  45 anni, laureato in Giurisprudenza, é specialista in Scienze Amministrative e dell'Organizzazione, di ruolo dal 2001, già Segretario Am.vo del Dipartimento di Pediatria, dal 2008 resp. dell'ufficio giuridico dell'APPaM. Rappresentante del personale in Senato Accademico.

GRECO Giuseppe  38 anni. Bibliotecario presso la biblioteca delle Scienze Pedagogiche e Psicologiche, si occupa di acquisizione e catalogazione.

LA GIGLIA Salvatore  Da sempre impegnato nel Sindacato della nostra Università, perciò ancora relegato alla categoria C4. Lavora presso l'ADI nelle segreterie studenti del settore Tecnico Scientifico. Punto di riferimento per Studenti e Colleghi. Presidente uscente delle RSU.

LAUDANI Francesco  45 anni, laureato in Giurisprudenza; abilitato alla professione di avvocato,  è dipendente di ruolo dal 2007. Lavora presso i servizi contabili del Dipartimen-to di Giurisprudenza.

LEONARDI Orazio detto Lello  Lavora da 19 anni nelle Segreterie Studenti, è  quotidianamente in contatto con persone e realtà diverse e variegate, con le quali si relaziona sempre con entusiasmo.

LO PRESTI Alfredo  In servizio dal 2005 nel ruolo del personale Tecnico Scientifico ed Elaborazione Dati, opera presso l'APSEMa ed è direttore operativo manutenzione informatico ed impianti speciali. RSU uscente, cura i servizi della UIL RUA regionale.

MAUGERI Domenica Caterina detta Mimma  Categoria D amministrativa, di ruolo dal 2005, presta servizio presso l'ARIT, in qualità di responsabile dell’ufficio Consorzi e Società. Laureata in giurisprudenza e dottorato in Diritto Amministrativo, è abilitata alla professione di avvocato.

MAZZA Rosario   Ultra-precario proveniente da Aziende in crisi svolge la propria attività con contratto a tempo determinato presso il Laboratorio Ufficiale Prove Materiali dell'ex Facoltà di Ingegneria. Categoria e futuro  ... da definire.

MILAZZO Francesca  Categoria D amministrativa, dal 2012 è responsabile dell'APPaM PAC 3 e lavora presso il monastero dei Benedettini.

PENNISI Alfio  Brillante e determinato svolge la propria attività presso il Dipartimento di Scienze della Formazione occupandosi di servizi relativi alla didattica. Appartiene alla categoria degli ex PUC. RSU uscente è laureato in Scienze della Formazione.

RAGUSA Alessandra  Laureata in Economia e Commercio, contratto a tempo determinato in attesa di stabilizzazione. Vice responsabile dei servizi contabili presso il Dipartimento di Giurisprudenza dal 2009.

SCOLLO Chiara  Avvocato abilitato all'attività forense lavora all'Università dal 2012 e attualmente opera presso l'Avvocatura di Ateneo. Fa parte della Segreteria della UIL RUA di Catania ed è componente del Comitato Pari Opportunità della UIL RUA  nazionale.

ZUCCARELLO Matteo  33 anni, laureato in Tossicologia dell'Ambiente  lavora come microscopista al Dip. G.F. Ingrassia . Tempo determinato di categoria D, NON inserito nei processi di stabilizzazione. Ottimista!!!!

==============================================================

 

 

Informazione Sindacale del 13 febbraio 2015

Mala Sanità - ADESSO CI INDIGNIAMO!!!!!!!!

Vogliamo indirizzare questa LETTERA APERTA SULLA MALA SANITA' IN SICILA al Presidente della Regione Crocetta, all'Assessore alla Salute Borsellino, al Presidente della Repubblica  Mattarella, Al Presidente del Consiglio Renzi, al Ministro della Salute Lorenzin e a quanti, Amministratori, Politici, Operatori Sociali hanno voglia di andare oltre l'INDIGNAZIONE

 In una Regione, quale quella Siciliana, periferia delle periferie, a cominciare dallo Stato, dove appare normale avere tutti gli indici di vivibilità sottozero, è facile morire.

Escluse le morti per cause naturali, le altre sono “morti da Sistema”. Ciò può anche essere assurdo e innaturale, ma impotenza e rassegnazione guariscono ogni male. Al momento della tragedia, a cominciare dai politici “competenti e no”, tutti si indignano, si sconcertano, si arrabbiano e promettono interventi e indagini  i cui risultati sono già noti in partenza. Parte la caccia ai responsabili; si dispiegano tutte le risorse possibili per dare un nome e un volto ai responsabili. Si mettono in moto procure, avvocati, ispettori ministeriali e regionali, polizia, carabinieri, fiamme gialle e quant’altro. Nella migliore delle ipotesi si individuerà qualche "anello debole" da sacrificare per il bene ... dei soliti.

Non si può solamente prendere atto delle tragedie e rassegnarsi all’impotenza, ma parlare, progettare e prevenire nel normale lavoro di "governo" della cosa pubblica. Così non è. La signora Borsellino dovrebbe saperlo e le inchieste dovrebbero cominciare proprio dal suo assessorato, dalle azioni (mancate) dell’attuale governo regionale e, a onor del vero, dalle (in)azioni dei precedenti governi.

Innanzitutto occorre provare ad analizzare le motivazioni per cui in Sicilia si spende molto di più che in altre regioni per l'assistenza sanitaria ricevendo, in cambio, un servizio assolutamente mediocre. Appare incomprensibile che con tutti i soldi che si spendono per la sanità privata, nelle strutture di quest’ultima non si impongano i servizi idonei e necessari per affrontare le conseguenti emergenze. Mi spiego meglio: com'è possibile che in una clinica specializzata in neonatologia non vi sia l'attrezzatura necessaria per affrontare un'emergenza sia per la mamma che per il nascituro?

Occorre capire a chi e a cosa serve la recente rimodulazione della rete ospedaliera; a chi e a cosa serve chiudere, aprire o rimodulare questo o quel presidio ospedaliero; a chi e a cosa serve procrastinare la nomina dei direttori generali per esempio all'Azienda Ospedaliero Universitaria Policlinico di Catania.

In quest'ultima Azienda, una delle più grandi del mezzogiorno, si sfiora il paradosso quando si continua, testardamente, a far convivere Università e Sistema Sanitario Assistenziale, pur sapendo, avendolo constatato nei fatti, che questa forzata convivenza è un clamoroso fallimento che finisce per danneggiare prima i pazienti ignari, poi gli operatori e infine i futuri medici.

Su questa Azienda e sul ruolo dei tre Policlinici universitari siciliani abbiamo scritto valanghe di lettere, anche alla sig.ra Borsellino e al suo Presidente Crocetta, rimaste sempre ignorate.

Ora ci si indigna perché una povera bimbetta è stata sacrificata per interessi che probabilmente esulano dallo specifico contesto sfortunato del momento ma che certamente è il frutto di un sistema sanitario incapace di rispondere alle più elementari esigenze territoriali.

Possiamo portare esempi di comportamenti e atteggiamenti colpevoli e omissivi, a tutti i livelli, e siamo pronti a farci ascoltare da chicchessia che abbia a cuore il miglioramento della nostra società.

Con certezza rileviamo che l’attuale sistema presenta forti deficienze a tutti i livelli e ci chiediamo per esempio:

- è stato mai fatto un censimento di quante prestazioni fanno gli operatori sanitari per il sistema pubblico e quanti ne fanno per prestazioni intra-moenia? Ci pare incomprensibile apprendere che per le prestazioni "ordinarie" ci siano attese di 4-5 mesi e per quelle a pagamento al max 4-5 giorni;

- sono stati mai resi noti i risultati degli accertamenti della presenza di focolai di infezione nei vari ambienti sanitari, sia essi privati che pubblici?

- nel territorio quante sono le UU.OO.CC. (Unità Operative Complesse) prive di primari titolari, per mancata nomina assessoriale, e assegnate ad interim a primari di altre discipline senza le specifiche competenze ?

Una "personalità importante", in occasione di un incontro sindacale, mi disse che facevo demagogia; forse era vero ma al sindacato spetta il compito di segnalare, denunciare e controllare il rispetto delle regole; a chi governa (in senso ampio) spetta il compito di agire (nel bene collettivo ?).

Ai genitori della piccola Nicole e a tutti i parenti delle vittime della mala sanità il nostro pensiero di cordoglio e la certezza che noi continueremo a gridare, magari restando sempre inascoltati.  Scarica la versione pdf.

Catania 13 febbraio 2015

Il Segretario Regionale della UIL RUA Sicilia -  Antonino Gatto

======================================================================

 

INFORMAZIONE SINDACALE - Riceviamo e divulghiamo volentieri.

Catania, 17/12/2014

Sindacati CGIL, CISL, UIL - Catania

 Oggetto: Comunicato da divulgare su siti internet e mailing list da parte del Comitato Opzione donna. Pensioni con il regime sperimentale “Opzione donna”. L. 243/2004 – Combattiamo contro le circolari peggiorative nn. 35 e 37 del 2012.

Con la presente questo Comitato Opzione Donna, costituito ai sensi dell’art. 39 del Codice Civile, allo scopo di promuovere ogni iniziativa volta alla risoluzione del grave problema creato dalle circolari INPS 35 (per il lavoro privato) e 37 (per il pubblico impiego) del marzo 2012, comunica alle interessate al pensionamento di cui alla Legge Maroni n. 243/2004 che consentirebbe alle donne, entro il 31/12/2015, con il requisito anagrafico di 57 anni e il requisito contributivo di 35 anni, di andare in pensione con metodo interamente contributivo ed una penalizzazione di circa il 20%, che è attivo su Facebook contando già quasi 2000 iscritte di tutte le città italiane che con forza e determinazione stanno lottando per avere riconosciuto un diritto negato da un abuso. Dal mese di luglio 2014 stiamo portando avanti iniziative di sensibilizzazione e rivendicazione su più fronti, dalla stampa alla politica, nonché con la promozione di una Class Action pubblica nei confronti dell’INPS, che stiamo contattando in tutte le sedi italiane, per richiedere l’inserimento di un punto all’ordine del giorno nelle riunioni dei Comitati Provinciali e Regionali, allo scopo di annullare le due citate circolari n. 35 e n. 37 del marzo 2012, peggiorative della legge originaria, nelle parti in contrasto con la legge con conseguente ripristino del diritto per le donne ora escluse. Ad oggi tali circolari consentono l’accesso al pensionamento con tale opzione soltanto a coloro che possono soddisfare i due requisiti dei mesi di speranza di vita e dell’anno di finestra di fatto possedendoli entro l’anno 2014. E’ questo l’abuso derivato dalle citate circolari! Noi dobbiamo essere escluse dal calcolo di finestre e aspettativa di vita, in quanto il nostro diritto è acquisito sin dall’emanazione della citata Legge 243/2004 e non saranno due circolari ad impedire alle nate alla fine del 1957 e alle nate nel 1958 di andare via dal mondo del lavoro! In secondo luogo ed in subordine questo Comitato chiede la proroga della sperimentazione “Opzione Donna” fino al 2018 (così come ipotizzato nella bozza del disegno di legge “riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche”) con estensione anche ai lavoratori. Le donne italiane, circa 6000, che si erano illuse per ben dieci anni di poter tornare a 57 anni e 35 anni di anzianità contributiva, requisiti da possedere, secondo la legge 243/2004 entro il 31/12/2015 senza problemi di aspettativa di vita e di finestra, alla propria vita di mamme, nonne, carergiver di familiari gravemente ammalati o di salute precaria esse stesse, oppure solo per il piacere di un meritato riposo, sono state tradite nei loro progetti, dopo aver atteso dieci anni l’anno 2015, nonostante tale scelta di pensionamento, interamente con metodo contributivo, le penalizzerà non poco. Si allega alla presente la relativa documentazione. Leggi la brochiure

Marisa Mangano - membro Comitato Opzione Donna

===============================================================


 

Informazione Sindacale del 5 giugno 2014

CONTINUANO LE INCOMPRENSIONI FRA AZIENDA POLICLINICO E OO.SS. DELL'UNIVERSITA'

Gli attuali vertici dell'Azienda Policlinico continuano a umiliare le OO.SS. dell'Università considerando l'Azienda stessa una Azienda del SSR presso la quale il ruolo dell'Università e dei suoi operatori diventano esposti ad ogni forma di promiscua assimilazione dove solo l'attività assistenziale appare come l'unica attività predominante. Spiace, tuttavia, costatare che l'università non sembra capace di esprimere e rivendicare il proprio ruolo neppure nei confronti di coloro che "governano" in un regime di transitorietà senza fine con l'unico obbiettivo di compiacere alla regione che li ha nominati e alle OO.SS. corporative portate a mantenere quei privilegi e quelle posizioni frutto di un'andazzo capace di raddoppiare il costo di una sanità che offre molto meno di quanto sanno fare in altre regioni.

Occorre sdradicare questo fenomeno e intrattenere relazioni sindacali che rivendicano il rispetto delle regole e della legittimità. Per questo ci batteremo fino a quanto, se voglio, non cambiani le attuali regole. E' vero che paghiamo le scelte scellerate fatte nel passaro ma abbiamo speranza che il tempo è galantuomo e darà le rispote giuste.

Ciò premesso si riporta il testo di una nota di tutte le  OO.SS. dell'Università a seguito delle prese di posizione dell'Amministrazione Aziendale i cui testi si potranno consultare negli allegati alla nota stampabile in pdf.

Antonino Gatto

Nota Unitaria pdf; allegati 1; allegati 2; allegati 3

" Catania 4 giugno 2014

Al Magnifico Rettore - Università degli Studi - Catania

e,p.c. Al Direttore Generale f.f. - All’Ufficio Relazioni Sindacali - A.O.U.P.-V.E. - Catania

Si fa seguito alla nota prot.n.21776 del 28.05.2014 con la quale il Direttore Generale f.f. dell’AOUP risponde alla nota della M.V. prot.n.52019 dello scorso 2 maggio, inviata per conoscenza a questa O.S. (All.1 e 2).

Le affermazioni e le conseguenti considerazioni contenute nella nota sono infondate e offensive. Nel merito s’impongono le seguenti osservazioni:

-     Con riguardo alla frase “….si rappresenta che questa Direzione, nel più ampio spirito di condivisione delle tematiche relative al personale, ha invitato la medesima sigla sindacale……..”, si ha l’impressione che la Direzione, con malcelata autoreferenzialità,  voglia rimarcare la propria benevolenza nell’estendere “l’invito” a questa sigla sindacale, “unitamente alle altre sigle dei sindacati universitari……insieme ai sindacati ospedalieri”, come se lo stesso fosse stato formulato per pura cortesia, nell’errata convinzione che le OO.SS. dell’Università non siano rappresentative nell’AOUP;

-     Tra i punti all’o.d.g. relativi alla nota di convocazione della contrattazione decentrata tenuta in data 15.04.2014 (all.3), non discussi per via della pregiudiziale, non si fa alcun cenno alla questione “Posizioni Organizzative”;

-     La frase riportata nel terzo capoverso della nota “La suddetta sigla sindacale universitaria, pur tuttavia, ha ritenuto di abbandonare, …………….arrecando notevole disagio a tutti i lavoratori”, oltre che essere infondata nel merito, è gratuitamente offensiva nei termini, rivolta, com’è, a una Organizzazione Sindacale che ha come compito istituzionale la difesa dei lavoratori nell’ambito del vigente ordinamento legislativo e contrattuale. E’ infondata, in quanto la Uil Rua, unitamente alle altre OO.SS., non ha “abbandonato” il tavolo di contrattazione. Infatti, le OO.SS. universitarie a quel tavolo di contrattazione hanno rappresentato, pregiudizialmente, che lo stesso per essere considerato tale doveva avere i presupposti di legittimità, così come previsto dalle vigenti norme contrattuali del comparto, con la presenza del Magnifico Rettore o di un suo delegato. Il Direttore Generale f.f., dopo aver invitato tutte le OO.SS., comprese quelle della Sanità, a esprimere il loro avviso sulla questione, ha deciso di non potere proseguire l’incontro in considerazione delle motivazioni pregiudiziali che, nei fatti, avrebbero potuto inficiare, legittimamente, ogni possibile veniente determinazione. Invero, contestualmente, le OO.SS. universitarie, nel confermare la pregiudiziale, hanno manifestato ogni disponibilità a rinviare la contrattazione a successivo incontro “ma solo in presenza del Rettore o suo deliegato”. Quanto sopra è riportato nel verbale di contrattazione unitamente agli allegati presentati (All.4).

A dire il vero, siamo rimasti perplessi e stupiti nel leggere la suddetta nota.

Risulta incomprensibile il riferimento alla nota della M.V., prot.n.52019 dello scorso 2 maggio, con i fatti del 15 aprile che hanno portato l’Amministrazione (e non noi) a decidere di rimandare la contrattazione. Con detta nota la M.V. ha chiesto al Direttore Generale f.f. “di volere riscontrare con cortese sollecitudine la nota di pari oggetto inviata alla S.V. lo scorso 11 marzo” (Sic) dalla Uil Rua.  La nota, si ricorda, invitava il Direttore Generale f.f. ad operare “un puntuale ed un analitico controllo sulla voce – straordinario - …..per verificare la possibile esistenza di casi di erogazione a personale che ……mantiene l’incarico di – Posizione Organizzativa” chiedendo un incontro sindacale. Riscontro che, a tutt’oggi, non è mai avvenuto. (All.n.5)

Risulta, altresì, incomprensibile che l’Azienda, e non da ora, non dia alcuna risposta a diverse richieste di questa O.S., senza che nessuno tema, per eventuali responsabilità personali, di essere chiamato a rispondere penalmente per omissione. L’Azienda, invece, scrive alla M.V. per dire falsità e accuse infondate e offensive.

Forse, banalmente, le OO.SS. universitarie, con la presentazione della pregiudiziale nella contrattazione, hanno fornito al Direttore Generale f.f. l’occasione di potere “regalare” le problematiche del personale al prossimo Direttore Generale, giustificando, così, il rinvio del confronto.

Si ha, invero, la fondata impressione che il governo dell'Azienda negli ultimi anni abbia risentito degli effetti nefasti derivanti dall'accorpamento con l'ex OVE ( vogliamo ribadire "EX" affinché chi ancora non l'ha capito capisca che l'OVE in quanto Azienda Ospedaliera del SSR non esiste più, salvo che una nuova legge regionale ne volesse disporre la separazione, e perciò se ne faccia una ragione), inducendo il management aziendale a ritenere, falsamente, che l’attuale AOUP sia divenuta un’Azienda Ospedaliera e che le OO.SS. dell’Università non ne siano rappresentative.

Proprio nell’imminenza del cambio dei vertici istituzionali dell’AOUP, non avremmo voluto esprimere tali considerazioni, né tanto meno indirizzare questa nota alla M.V.  Alle accuse e alle offese si oppone la verità dei fatti.

La presente nota è sottoscritta anche da altre sigle sindacali del comparto università, perché direttamente chiamate in causa dal Direttore Generale f.f. quando afferma che le stesse hanno “abbandonato la contrattazione e arrecato notevole disagio a tutti i lavoratori”.

Con l’auspicio e l’augurio di riportare quanto prima nell’AOUP un clima di serenità istituzionale, nell’alveo di un reciproco e doveroso rispetto dei ruoli tra le parti, e delle norme legislative e contrattuali, si inviano cordiali saluti.

F.to Flc CGIL     F.to Cisl Università   F.to Uil Rua    F.to Confsal-Snals     F.to CSA di Cisapuni "

=======================================================