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Venerdì 20 Febbraio 2015 20:35

INFORMAZIONE SINDACALE - Riceviamo e divulghiamo volentieri.

Catania, 17/12/2014

Sindacati CGIL, CISL, UIL - Catania

 Oggetto: Comunicato da divulgare su siti internet e mailing list da parte del Comitato Opzione donna. Pensioni con il regime sperimentale “Opzione donna”. L. 243/2004 – Combattiamo contro le circolari peggiorative nn. 35 e 37 del 2012.

Con la presente questo Comitato Opzione Donna, costituito ai sensi dell’art. 39 del Codice Civile, allo scopo di promuovere ogni iniziativa volta alla risoluzione del grave problema creato dalle circolari INPS 35 (per il lavoro privato) e 37 (per il pubblico impiego) del marzo 2012, comunica alle interessate al pensionamento di cui alla Legge Maroni n. 243/2004 che consentirebbe alle donne, entro il 31/12/2015, con il requisito anagrafico di 57 anni e il requisito contributivo di 35 anni, di andare in pensione con metodo interamente contributivo ed una penalizzazione di circa il 20%, che è attivo su Facebook contando già quasi 2000 iscritte di tutte le città italiane che con forza e determinazione stanno lottando per avere riconosciuto un diritto negato da un abuso. Dal mese di luglio 2014 stiamo portando avanti iniziative di sensibilizzazione e rivendicazione su più fronti, dalla stampa alla politica, nonché con la promozione di una Class Action pubblica nei confronti dell’INPS, che stiamo contattando in tutte le sedi italiane, per richiedere l’inserimento di un punto all’ordine del giorno nelle riunioni dei Comitati Provinciali e Regionali, allo scopo di annullare le due citate circolari n. 35 e n. 37 del marzo 2012, peggiorative della legge originaria, nelle parti in contrasto con la legge con conseguente ripristino del diritto per le donne ora escluse. Ad oggi tali circolari consentono l’accesso al pensionamento con tale opzione soltanto a coloro che possono soddisfare i due requisiti dei mesi di speranza di vita e dell’anno di finestra di fatto possedendoli entro l’anno 2014. E’ questo l’abuso derivato dalle citate circolari! Noi dobbiamo essere escluse dal calcolo di finestre e aspettativa di vita, in quanto il nostro diritto è acquisito sin dall’emanazione della citata Legge 243/2004 e non saranno due circolari ad impedire alle nate alla fine del 1957 e alle nate nel 1958 di andare via dal mondo del lavoro! In secondo luogo ed in subordine questo Comitato chiede la proroga della sperimentazione “Opzione Donna” fino al 2018 (così come ipotizzato nella bozza del disegno di legge “riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche”) con estensione anche ai lavoratori. Le donne italiane, circa 6000, che si erano illuse per ben dieci anni di poter tornare a 57 anni e 35 anni di anzianità contributiva, requisiti da possedere, secondo la legge 243/2004 entro il 31/12/2015 senza problemi di aspettativa di vita e di finestra, alla propria vita di mamme, nonne, carergiver di familiari gravemente ammalati o di salute precaria esse stesse, oppure solo per il piacere di un meritato riposo, sono state tradite nei loro progetti, dopo aver atteso dieci anni l’anno 2015, nonostante tale scelta di pensionamento, interamente con metodo contributivo, le penalizzerà non poco. Si allega alla presente la relativa documentazione. Leggi la brochiure

Marisa Mangano - membro Comitato Opzione Donna

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Ultimo aggiornamento Venerdì 20 Febbraio 2015 21:06