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Venerdì 20 Febbraio 2015 21:09

Elezioni RSU 2015 - Consiglio Generale della UIL Sicilia 19 febbraio 2015

Il paese riparte non contro chi lavora ma con chi lavora, questo il messaggio lanciato dalla UIL nel suo Consiglio confederale Regionale tenuto ieri a Palermo.

Al Consiglio ha partecipato anche una nutrita delegazione dei candidati RSU della nostra Università di Catania nella lista UIL RUA.

Anche se la tutta funzione pubblica è sul piede di guerra per le troppe riforme mancate, il governo regionale non spende il 48,8% delle risorse europee e il presidente del consiglio ha il coraggio di affermare che vi sono Università di serie A e di serie B (nonostante la distribuzione iniqua delle risorse agli Atenei del nord rispetto a quelli del sud, come mostra Alberto Civica nel suo intervento producendo dati inequivocabili) la sfida che lanciamo è ripartire dalla Sicilia, anzi, più da sud da Lampedusa,  dove simbolicamente il segretario generale UIL ha proposto di commemorare il Primo Maggio unitario per rilanciare le politiche di cooperazione.

Alle riprovevoli dichiarazioni di Renzi  che attaccano il sistema universitario e che dimostrano una scarsa conoscenza dei dati reali, noi replichiamo che perdiamo 8000 iscrizioni l’anno mentre regaliamo ricercatori alla Germania. Il Max Planck institute, ad esempio, può vantare il 20% di ricercatori italiani.

Smantellare il sistema universitario pubblico non giova al paese e alla giustizia sociale. Negli ultimi anni nonostante non si siano rinnovati i contratti e si siano persi 300mila posti nel pubblico impiego, la spesa pubblica è aumentata, glistudenti hanno visto alzare le tasse,  il personale T.A. è stato penalizzato dal blocco della contrattazione e dal taglio dei diritti.

L’elezione delle RSU è un’occasione importante per riaffermare questi principi e per far si che l'Università sia pubblica e non sia riservata a pochi priviegiati.

Contrapponiamo alle tutele crescenti del Jobs Act che si sono rivelate inesistenti le lotte crescenti partendo col rinnovare  i contratti del pubblico impiego perché si possa ripartire coi contratti, perché si possa investire nella ricerca e perché si torni a ascoltare i lavoratori.

 Chiara Giovanna Scollo - Segreteria GAU UniCT

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Ultimo aggiornamento Venerdì 20 Febbraio 2015 21:30