width=
Adesso ci indigniamo PDF Stampa E-mail
Valutazione attuale: / 0
ScarsoOttimo 
Venerdì 20 Febbraio 2015 21:59

 

Informazione Sindacale del 13 febbraio 2015

Mala Sanità - ADESSO CI INDIGNIAMO!!!!!!!!

Vogliamo indirizzare questa LETTERA APERTA SULLA MALA SANITA' IN SICILA al Presidente della Regione Crocetta, all'Assessore alla Salute Borsellino, al Presidente della Repubblica  Mattarella, Al Presidente del Consiglio Renzi, al Ministro della Salute Lorenzin e a quanti, Amministratori, Politici, Operatori Sociali hanno voglia di andare oltre l'INDIGNAZIONE

 In una Regione, quale quella Siciliana, periferia delle periferie, a cominciare dallo Stato, dove appare normale avere tutti gli indici di vivibilità sottozero, è facile morire.

Escluse le morti per cause naturali, le altre sono “morti da Sistema”. Ciò può anche essere assurdo e innaturale, ma impotenza e rassegnazione guariscono ogni male. Al momento della tragedia, a cominciare dai politici “competenti e no”, tutti si indignano, si sconcertano, si arrabbiano e promettono interventi e indagini  i cui risultati sono già noti in partenza. Parte la caccia ai responsabili; si dispiegano tutte le risorse possibili per dare un nome e un volto ai responsabili. Si mettono in moto procure, avvocati, ispettori ministeriali e regionali, polizia, carabinieri, fiamme gialle e quant’altro. Nella migliore delle ipotesi si individuerà qualche "anello debole" da sacrificare per il bene ... dei soliti.

Non si può solamente prendere atto delle tragedie e rassegnarsi all’impotenza, ma parlare, progettare e prevenire nel normale lavoro di "governo" della cosa pubblica. Così non è. La signora Borsellino dovrebbe saperlo e le inchieste dovrebbero cominciare proprio dal suo assessorato, dalle azioni (mancate) dell’attuale governo regionale e, a onor del vero, dalle (in)azioni dei precedenti governi.

Innanzitutto occorre provare ad analizzare le motivazioni per cui in Sicilia si spende molto di più che in altre regioni per l'assistenza sanitaria ricevendo, in cambio, un servizio assolutamente mediocre. Appare incomprensibile che con tutti i soldi che si spendono per la sanità privata, nelle strutture di quest’ultima non si impongano i servizi idonei e necessari per affrontare le conseguenti emergenze. Mi spiego meglio: com'è possibile che in una clinica specializzata in neonatologia non vi sia l'attrezzatura necessaria per affrontare un'emergenza sia per la mamma che per il nascituro?

Occorre capire a chi e a cosa serve la recente rimodulazione della rete ospedaliera; a chi e a cosa serve chiudere, aprire o rimodulare questo o quel presidio ospedaliero; a chi e a cosa serve procrastinare la nomina dei direttori generali per esempio all'Azienda Ospedaliero Universitaria Policlinico di Catania.

In quest'ultima Azienda, una delle più grandi del mezzogiorno, si sfiora il paradosso quando si continua, testardamente, a far convivere Università e Sistema Sanitario Assistenziale, pur sapendo, avendolo constatato nei fatti, che questa forzata convivenza è un clamoroso fallimento che finisce per danneggiare prima i pazienti ignari, poi gli operatori e infine i futuri medici.

Su questa Azienda e sul ruolo dei tre Policlinici universitari siciliani abbiamo scritto valanghe di lettere, anche alla sig.ra Borsellino e al suo Presidente Crocetta, rimaste sempre ignorate.

Ora ci si indigna perché una povera bimbetta è stata sacrificata per interessi che probabilmente esulano dallo specifico contesto sfortunato del momento ma che certamente è il frutto di un sistema sanitario incapace di rispondere alle più elementari esigenze territoriali.

Possiamo portare esempi di comportamenti e atteggiamenti colpevoli e omissivi, a tutti i livelli, e siamo pronti a farci ascoltare da chicchessia che abbia a cuore il miglioramento della nostra società.

Con certezza rileviamo che l’attuale sistema presenta forti deficienze a tutti i livelli e ci chiediamo per esempio:

- è stato mai fatto un censimento di quante prestazioni fanno gli operatori sanitari per il sistema pubblico e quanti ne fanno per prestazioni intra-moenia? Ci pare incomprensibile apprendere che per le prestazioni "ordinarie" ci siano attese di 4-5 mesi e per quelle a pagamento al max 4-5 giorni;

- sono stati mai resi noti i risultati degli accertamenti della presenza di focolai di infezione nei vari ambienti sanitari, sia essi privati che pubblici?

- nel territorio quante sono le UU.OO.CC. (Unità Operative Complesse) prive di primari titolari, per mancata nomina assessoriale, e assegnate ad interim a primari di altre discipline senza le specifiche competenze ?

Una "personalità importante", in occasione di un incontro sindacale, mi disse che facevo demagogia; forse era vero ma al sindacato spetta il compito di segnalare, denunciare e controllare il rispetto delle regole; a chi governa (in senso ampio) spetta il compito di agire (nel bene collettivo ?).

Ai genitori della piccola Nicole e a tutti i parenti delle vittime della mala sanità il nostro pensiero di cordoglio e la certezza che noi continueremo a gridare, magari restando sempre inascoltati.  Scarica la versione pdf.

Catania 13 febbraio 2015

Il Segretario Regionale della UIL RUA Sicilia -  Antonino Gatto

======================================================================